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15 gennaio 2005

Oltre nove milioni dei trenta che costituiscono il totale dei rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2003 sono scarti alimentari di cucina, scarti di mercati ortofrutticoli e scarti verdi da manutenzioni di arre verdi pubbliche e private: la cosiddetta "frazione organica". Il suo recupero tramite la raccolta differenziata consente non solo di ridurre drasticamente il conferimento di rifiuti in discarica dove sono responsabili della produzione di percolato e gas serra ma consente anche di restituire, sotto forma di compost, ai terreni quelle sostanze organiche e nutritive sottratte con l'attività agricola.

Meno di 2.000.000 di tonnellate di questa frazione vengono recuperati, gli oltre sette milioni restanti finiscono a marcire in discarica. Questo mentre oltre il 5% del territorio italiano viene definito dall'ONU a rischio di desertificazione e molti suoli, al nord come al sud, registrano contenuti di sostanza organica inferiori all’1%.

Se al Nord sono molti i Comuni e le Province in cui si recupera, con la raccolta differenziata, la frazione umida e verde dei rifiuti (con una media di 58 Kg. prò capite annui di frazione organica raccolta separata-mente), proprio al Centro Sud, dove i terreni agricoli soffrono un particolare impoverimento di sostanza organica, si registra un forte ritardo: al Centro si raggiungono 24 Kg. pro capite per anno, mentre al Sud si è fermi ad una media di solo 8 Kg. Pro capite annui raccolti, con tante Province e alcune Regioni inattive su questo fronte tra le quali figurano la Calabria e la Provincia di Cosenza.

Si è tenuto a Roma il 14 gennaio 2005 presso la sede della Coldiretti, a Palazzo Rospigliosi, il Convegno Nazionale sul Compost (Meno rifiuti in città più qualità in campagna) promosso da Fare Verde con la collaborazione del Ministero delle Politiche Agricole, della Coldiretti, della Scuola Agraria del Parco di Monza e del Consorzio Italiano Compostatori. Un forte incoraggiamento a sviluppare la diffusione del compost in agricoltura è venuto dall'ìntervento del Ministro Alemanno, nel corso del convegno per fare il punto sui risultati della campagna per il recupero ed il riutilizzo in agricoltura della frazione organica (scarti alimentari di cucina, mercatali, scarti verdi di aree verdi pubbliche e private) dei rifiuti urbani.
Alemanno ha sottolineato l'inscindibilità della tutela ambientale e della qualità della produzione agrìcola riconoscendo al movimento agrario un ruolo protagonista nella difesa del territorio. Secondo Alemanno da questa collaborazione, nata per la realizzazione della campagna promossa da Fare Verde e patrocinata dai Ministero delle Politiche Agricole, per sensibilizzare su questo tema cittadini, amministrazioni locali e mondo agrario, "…può e deve svilupparsi una spinta positiva ad operare scelte coerenti con uno sviluppo sostentile non solo in agricoltura, ma anche nell’ambito urbano e produttivo. Adoperando tutti gli strumenti migliori (Raccolta differenziata dell’organico, della carta e del cartone, riciclaggio e riuso delle materie omogenee) per conseguire tali finalità…"

Per la Scuola Agraria del Parco di Monza, Enzo Favoino ha Illustrato lo sviluppo in Europa ed in Italia dei circuiti di raccolta differenziata che con l’avvio del recupero degli scarti umidi e verdi registra sempre, soprattutto con il metodo di raccolta "porta a porta" risultati che superano abbondantemente gli stessi obbiettivi di raccolta differenziata fissati dal Decreto Ronchi, sottolineando, altresì, come una raccolta differenziata fatta in maniera razionale ha dei costi non superiori alla raccolta indifferenziata ma in alcuni casi anche inferiore. Se la gran parte dei poco meno di 3000 Comuni che hanno avviato il recupero della frazione umida e verde sono collocati al nord, alcuni risultati interessanti si stanno ottenendo in alcune realtà (quasi tutti piccoli comuni) del sud Italia.

Massimo Centemero ha sottolineato l'impegno del Consorzio Italiano Compostatori per ottenere un prodotto finale di qualità: le circa 900.000 tonnellate ottenute da 1.900.000 tonnellate di rifiuti organici ricavati dalla raccolta differenziata sono interamente assorbiti dal mercato e sempre più impiegati in agricoltura in pieno campo. Oltre al rispetto della legge nazionale sui fertilizzanti, il CIC sta lavorando per ottenere risultati di eccellenza con il progetto di certificazione volontaria del compost prodotto dagli aderenti al consorzio: finora sono 12 le aziende che hanno ottenuto il marchio di qualità del CIC per un totale di circa 250.000 tonnellate di prodotto. Allo stesso tempo ha manifestato la piena disponibilità del CIC a proseguire il tavolo di confronto avviato con la Coldiretti per l'elaborazione dì regole condivise di garanzia del prodotto avviato all'impiego in agricoltura.

Per la Coldiretti, Stefano Masini responsabile Ambiente, ha richiamato l'impegno della Coldiretti per la tutela della qualità delle produzioni agricole: verso questo obbiettivo la tutela dell'ambiente e del territorio è una premessa indispensabile. La cattiva fama del compost dovuta ai prodotti ottenuti negli anni 70 e 80 da impianti di selezione a valle (impianti di selezione secco umido) e non da raccolta differenziata. Masini ha confermato la piena disponibilità della Coldiretti a proseguire il percorso di collaborazione iniziato con Fare Verde, il CIC e la Scuola Agraria del Parco di Monza.

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