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Al Commissario Emergenza Rifiuti
Regione Calabria
c/o Assessorato regionale Ambiente
via delle Repubbliche Marinare
88100 CATANZARO LIDO
Egr. dott. Bagnato,
FARE VERDE è da tempo impegnata nella promozione e nella valorizzazione del territorio in ogni suo aspetto, in quanto convinti assertori che le risorse naturali e paesaggistiche di cui godiamo pos-sano rappresentare un reale affrancamento dall’annoso problema della disoccupazione ed essere un potente volano per il rilancio economico e sociale della nostra Regione.
La nostra Associazione, così come molte altre organizzazioni di cittadini, siano esse con finalità politiche o sociali o ambientali, crede che il discorso sullo smaltimento dei rifiuti vada affrontato in maniera più organica ed in maniera pianificata, tenendo conto delle peculiarità tipiche del territorio (nello specifico la zona del Pollino caratterizzata dalla presenza di un distretto agro-alimentare con produzioni di eccellenza) e delle sue legittime aspirazioni, e che non possa essere ridotto ad un semplice confronto sulle dimensioni dell’impianto da costruire in termini di quantità di materia da smaltire.
In questi giorni è stata presentata una relazione sullo smaltimento dei rifiuti da parte del ministro Matteoli dalla quale emerge un dato preoccupante, sul quale vorrei richiamare la sua riflessione: in ben sette regioni, tutte ubicate nel Centro-Sud, i tassi di raccolta differenziata sono inferiori al 10%. Anche in questo caso esistono due Italia.
Oltre nove milioni dei trenta che costituiscono il totale dei rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2003 sono scarti alimentari di cucina, scarti di mercati ortofrutticoli e scarti verdi da manutenzioni di aree verdi pubbliche e private: la cosiddetta "frazione organica". Il suo recupero tramite la raccolta diffe-renziata consente non solo di ridurre drasticamente il conferimento di rifiuti in discarica dove sono responsabili della produzione di percolato e gas serra ma consente anche di restituire, sotto forma di compost, ai terreni quelle sostanze organiche e nutritive sottratte con l'attività agricola. Recupero possibile solo attraverso un sistema di raccolta a monte e non da impianti di selezione.
Meno di 2.000.000 di tonnellate di questa frazione vengono recuperati, gli oltre sette milioni restanti finiscono a marcire in discarica o bruciati come CDR. Questo mentre oltre il 5% del territorio italiano viene definito dall'ONU a rischio di desertificazione e molti terreni agricoli registrano contenuti di sostanza organica inferiori all’1%.
Non sarebbe il caso di invertire questa tendenza? Per inversione di tendenza non intendiamo la costruzione di impianti di selezione secco-umido che hanno come unica prerogativa la produzione di CDR (combustibile da rifiuti), bensì la costruzione di un sistema articolato che preveda innanzitutto una forte spinta verso la raccolta differenziata a monte con particolare attenzione alle due tipologie di rifiuti che più di ogni altro danno immediati risultati in termini di diminuzione e riciclaggio: frazione organica di produzione domestica e carta/cartone.
Non può esserci una forte raccolta differenziata, all’interno di un consorzio, in presenza di un im-pianto in cui produrre CDR dalla totalità dei rifiuti in esso conferiti, perché sono l’uno l’antitesi dell’altro; in altre parole questi impianti sono la negazione in termini della raccolta differenziata stessa. Per cui o esiste la raccolta differenziata o esiste l’impianto di produzione di CDR.
La nostra preoccupazione è quella di trovare la migliore soluzione che sia il più compatibile con il territorio che dovrà fruirne, cercando di averne i maggiori benefici possibili anche in termini di possibile e futuro sviluppo sia economico che imprenditoriale. La Sua disponibiltà a valutare proposte alternative contribuirebbe in maniera favorevole alla definizione di un sistema in grado di produrre effetti positivi sia sulla popolazione preoccupata dei risvolti sociali, imprenditoriali ed economici della vicenda sia sugli Amministratori i quali acquisterebbero quella serenità di giudizio e valutazione che in altri termini non avrebbero.
Alla luce di queste considerazioni Le chiedo (certo di interpretare il pensiero dei molti cittadini, di buona parte degli agricoltori, delle organizzazioni ambientaliste e di tanti altri soggetti operanti sul territorio) la disponibilità a valutare proposte alternative all’impianto di selezione con produzione di CDR senza addurre, come elemento di giudizio negativo, l’urgenza che il problema rifiuti rappresenta nella nostra provincia. Di tempo ne è stato speso inutilmente tanto nel passato senza che si sia approdati a risultati positivi sia in termini economici (riduzione dei volumi dei rifiuti, riduzione della TARSU per i cittadini, incremento di materiali riciclati, ecc.) sia in termini sociali (maggiore valorizzazione dei territori e delle risorse agricole, incremento occupazionale, ecc.)
La presente viene inviata, per conoscenza, anche agli organi di comunicazione affinché ne diano comunicazione ai cittadini, attori principali della necessaria riduzione dei RSU e della relativa rac-colta differenziata, oltre che custodi del nostro unico territorio, per renderli edotti sulle possibili scelte che si troveranno a dover accettare o affrontare.
Confidando in una sua pronta ed articolata risposta Le rivolgo i miei più sereni e cordiali saluti
Altomonte, 24 gennaio 2005 |