Fare Verde esprime tutta la sua solidarietà all’operato della Procura di Castrovillari in merito al sequestro, per l'accertata presenza di amianto nell'area perimetrale, dell’impianto Enel del Mercure, nel cuore del Parco del Pollino. Il principio di cautela in materia di salute pubblica, riconosciuto dalla Comunità Europea come il centro di valutazione di ogni attività, a cui la Procura si ispira non può essere messo in discussione da motivazioni di altra natura. La perdita di un posto di lavoro, indubbiamente, assume una rilevanza notevole in modo particolare in un’area con una percentuale di disoccupazione tra le più alte d’Europa. Ma, i sindacati che oggi puntano il dito contro noi ambientalisti addossandoci colpe non nostre, prima di sottoscrivere accordi e patti per la creazione di pseudo posti di lavoro non avevano il dovere di informarsi e documentarsi sulla compatibilità di tale impianto con un Parco Nazionale? O in nome del lavoro e dell’occupazione dobbiamo permettere ogni sorta di abusi e violenze sul territorio e sull’ambiente?
Fare Verde è sempre stato attento alle problematiche sociali, e lo dimostrano le molte iniziative che abbiamo in atto sia in Italia che in varie parti del Mondo, unitamente alle problematiche ambientali in quanto convinti assertori che non esiste un altro pianeta sul quale andare a vivere una volta distrutto questo. Perché non si sono posti in essere strumenti per la creazione di posti di lavoro che fossero alternativi e compatibili con le caratteristiche del territorio alla presenza di una centrale a biomasse nel Parco del Pollino, nonostante le indagini della Procura e le risultanze delle analisi dell’Arpacal avessero messo in luce la presenza di materiali tossico-nocivo sepolti nell’area di perimetrazione dell’impianto stesso?
Le indagini di una Procura non possono essere strumentalizzate secondo necessità, la Legge deve essere applicata sempre ed in maniera uguale per tutti.
Fare Verde invita le Amministrazioni Regionali della Calabria e della Basilicata e Provinciali di Cosenza e Potenza ad attivarsi solertemente e senza tentennamenti verso un NO deciso, come già espresso da parte della regione Calabria e della Provincia di Cosenza verso la riconversione a carbone della centrale Enel di Rossano, alla messa in funzione di questo impianto ed alla sua presenza nel Parco oltre ad una immediata opera di bonifica del sito. Altresì di mettere in atto strumenti efficaci di rilancio da un punto di vista turistico e paesaggistico il Parco del Pollino, uno dei più suggestivi ambienti naturali d’Italia.
Solo attraverso una corretta valorizzazione del territorio si riuscirà a creare turismo di qualità e, quindi, occupazione.
Esistono sistemi alternativi all’industrializzazione per creare occupazione e crescita economica, è il convinto NO, detto dalle Associazioni ambientaliste e da alcuni esponenti politici, vuole essere il punto di partenza di un nuovo approccio alla risoluzione delle problematiche del lavoro e dell’occupazione tutelando e migliorando sia l’ambiente che il turismo. Per Fare Verde l’occupazione e la crescita economica camminano di pari passo con la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio, e rappresentano le uniche armi per combattere il malaffare e la criminalità.
Fare Verde ricorda che le centrali a biomasse emettono una quantità di polveri di gran lunga superiori a quelle di una centrale a carbone (85 a 60), che problemi provocheranno sull’ambiente e sulle popolazioni dei centri che ricadono nel perimetro di azione dei camini della centrale? Quali studi sono stati condotti sulla trasportabilità di queste ceneri da parte dei venti? Le ceneri prodotte dalla combustione dove ed in che modo saranno smaltite? Sono queste le domande a cui, a tutt’oggi, non sono state fornite risposte concrete ed adeguate.
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