Fare Verde ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Castrovillari al fine di verificare eventuali ipotesi di reato sulla decisione del sindaco di Lungro di bloccare l’accesso agli automezzi per il conferimento dei Rifiuti Solidi Urbani nella discarica consortile ubicata nel suo territorio.
Tale decisione univoca sta determinando una situazione di notevole disagio per i cittadini di Altomonte che da ben 4 giorni vedono i propri cassonetti straboccanti di rifiuti. Tale situazione rappresenta un biglietto da visita altamente negativo per il degrado ambientale che si presenta alla vista dei cittadini e dei turisti, oltre a rappresentare un potenziale focolaio di problemi igienico-sanitari. Davanti alla latitanza degli organismi competenti, Fare Verde non può non denunciare tale stato di degrado. Degrado reso ancor più pesante dalla reiterata inadempienza nei confronti degli inviti ad istituire strumenti idonei alla riduzione della produzione dei rifiuti.
Preoccupa la non applicazione del Decreto Ronchi da parte dei nostri Amministratori, siano essi Sindaci piuttosto che Presidente della Regione e della Provincia, in merito all’attuazione di piani tendenti, innanzitutto, alla riduzione della produzione dei rifiuti incentivando ed istituendo il vuoto a rendere, il compostaggio domestico della frazione organica (ben oltre il 30% è costituito da questa voce), l’utilizzo della carta riciclata per almeno il 30% del loro fabbisogno cartaceo annuale, il riciclaggio del legname derivante dalla potatura del verde pubblico, ecc. Il problema dei rifiuti non può essere affrontato in un’ottica di perenne e continua emergenza, e quando l’emergenza si presenta veramente non si sa come affrontare la situazione generando disagi per i cittadini.
Se non si decide di affrontare il problema dei rifiuti in quest’ottica ci ritroveremo sempre più frequentemente costretti a subire i ricatti di questo o quel Sindaco nel cui ambito territoriale si venisse a trovare la discarica o l’eventuale impianto per lo smaltimento. Perché questo sistema non produce alcun risultato positivo ma solo dissesti ambientali e tasse sempre più elevate per i cittadini.
Lo smaltimento dei RSU ed assimilabili rappresenta, infatti, nella dimensione che ha assunto oggi, un enorme impegno per ogni Amministrazione Pubblica ormai costretta ad operare in territori ad elevato sviluppo e ad elevatissimi consumi. Per secoli gli uomini e le loro forme di organizzazione sociale hanno tenuto nei confronti dell’ambiente naturale, e di quello che andavano essi stessi costruendo in base alle esigenze proprie dell’urbanizzazione e della complessità crescente dello sviluppo economico e tecnologico, un atteggiamento di trascurato disinteresse. Un simile comportamento oggi non è più né possibile, né pensabile.
La natura che ci circonda e che rappresenta il bene maggiore a disposizione di tutti e di ciascuno, così come gli insediamenti abitativi nei quali siamo inseriti, sono ormai letteralmente aggrediti da una marea di rifiuti di ogni tipo che noi produciamo e che è sempre più difficile tenere sotto controllo.
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