Fare Verde ha lanciato una campagna di raccolta firme per due petizioni popolari da presentare al Presidente della Repubblica, al Presidente della Regione Calabria ed al Presidente della Provincia di Cosenza, sulla mancata programmazione ed applicazione del Decreto Ronchi per quanto concerne le problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Fare Verde, preoccupata per il futuro del nostro territorio regionale, ed esprimendo un giudizio totalmente negativo sulla gestione dei rifiuti secondo le norme stabilite nel 2000 dall’attuale Piano Regionale ed il proprio dissenso sul perdurare dello “stato di emergenza” con il conseguente commissariamento di tutte le province calabresi senza alcuna realizzazione concreta, se è vero quanto afferma il Rapporto sul sistema di gestione dei rifiuti (Stato attuale e prospettive) 2004 dell’APAT e dell’ONR che la nostra Regione ha superato con l’8,7% di raccolta differenziata appena la metà dell’obiettivo (15%) stabilito per legge (Decreto Ronchi) per il marzo 1999.
Fare Verde, da sempre impegnata sui temi determinanti per la migliore qualità della vita dell’attuale e delle future generazioni calabresi chiede impegni e atti inequivocabili, agli organi di cui sopra, sulle seguenti richieste:
1 Sospensione immediata dello stato di emergenza e di qualunque forma di commissariamento;
2 Attivazione di piani straordinari di raccolta differenziata finalizzati a garantire il riuso e il riciclaggio, con incremento e massimo utilizzo della attuale impiantistica;
3 Sospensione temporale dei progetti rivolti alla costruzione di nuovi impianti di incenerimento;
4 Disaccoppiamento della gestione rifiuti da quella energetica poiché respingono l’inclusione della componente non biodegradabile dei rifiuti fra le energie rinnovabili in quanto essa è aberrante, pericolosa per la salute e contraria alla normativa europea;
5 Revisione e adeguamento del Piano Regionale Rifiuti e del Piano Energetico Regionale.
L’altra petizione dal titolo I CITTADINI PER LA TERRA FERTILE riguarda il recupero della frazione organica dei rifiuti. L’importanza della raccolta differenziata dell’organico non risiede solo nella riduzione dei rifiuti, ma anche nella restituzione di una parte importante della sostanza organica sottratta a terreni agricoli sempre più poveri per l’eccessivo sfruttamento subito negli ultimi decenni per un uso sempre più massiccio di fertilizzanti chimici e per limitare le emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra.
CONSIDERATI gli obiettivi e le strategie in materia di riduzione e recupero dei rifiuti, stabiliti dal VI Programma di Azione Ambientale dell’Unione Europea e dalla Direttiva UE 91/156, recepita dal D. Lgs 22/97 che individua, tra l’altro, come prioritaria la “separazione dei rifiuti di provenienza alimentare, degli scarti di prodotti vegetali e animali, o comunque ad alto tasso di umidità, dei restanti rifiuti”;
VISTI gli obiettivi di riduzione (25% entro 5 anni, 50% entro 8 anni, 65% entro 15 anni) dei rifiuti biodegradabili da smaltire in discarica stabiliti dalla Direttiva 99/31 UE sulle discariche, recepita dalla legge 36/03;
PRESO ATTO della Campagna di Informazione e Sensibilizzazione Sociale denominata “Meno Rifiuti in Città, Più Qualità in Campagna” organizzata dall’associazione FARE VERDE, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole;
TENUTO CONTO che le frazioni chiave del flusso di rifiuto urbano biodegradabile sono costituite dalla carta, dai cartoni e dallo scarto alimentare e verde;
RICORDATO che detti rifiuti possono essere raccolti separatamente, con alte percentuali di intercettazione, ottimizzando i sistemi di raccolta;
EVIDENZIATO che la frazione umida e verde può essere utilmente recuperata, nelle realtà abitative che lo permettono, anche tramite la pratica del compostaggio domestico;
RAMMENTATO che nei Paesi mediterranei, Italia compresa, l’impoverimento dei suoli rende necessaria la somministrazione di sostanza organica per contrastare i fenomeni di inaridimento ed erosione che interessano oltre un quarto del territorio nazionale;
Fare Verde chiede, agli organi di cui sopra, di riconoscere come la separazione sin dal conferimento della frazione umida e verde dei rifiuti ne consenta il loro più efficace recupero per diminuire la quantità di rifiuti biodegradabili avviati in discarica e per contrastare i fenomeni di inaridimento ed erosione dei terreni agricoli. Conseguentemente, chiede, agli stessi, di attivarsi, nell’ambito delle proprie funzioni al fine di favorirne il recupero tramite raccolta differenziata e, ove possibile, la pratica del compostaggio domestico, prioritariamente rispetto ad ogni altra forma di smaltimento degli RSU, conformemente alle previsioni normative dell’U.E. ed a rendere obbligatorio, nella gestione del verde pubblico delle PP.AA., l’impiego di ammendanti organici derivanti da raccolta differenziata della frazione umida e verde.
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