Fare Verde si occupa di ambiente e tutela delle risorse ambientali e non di politica, che lasciamo fare ad altri. Le accuse da noi mosse nei confronti del Presidente della Provincia e dell’Assessore Provinciale all’Ambiente trovano fondamento nella non preventiva pianificazione di azioni tendenti alla riduzione dei fattori causanti l’inquinamento delle acque, con particolare riferimento alla balneazione. Evidenze che sono avvalorate dai continui sequestri di impianti di depurazione e dalla scoperta di discariche lungo il corso di fiumi affluenti direttamente in mare. Le azioni messe in campo sono semplicemente dei palliativi, perché i responsabili politici provinciali si sono preoccupati dell’inquinamento solo a metà maggio, che non possono in alcun modo ridurre in maniera significativa un problema di così vasta natura.
Fare Verde trova riduttivo il voler considerare il problema solo come diretta conseguenza del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, di cui costituiscono un fattore rilevante ma non l’unico. La totale assenza di controlli sugli scarichi diretti nei fiumi e torrenti che confluiscono in mare, sullo smaltimento degli autospurgo, sulla regolare manutenzione dei pozzi neri così diffusamente presenti sul territorio, sul deposito di ogni tipo di materiale lungo gli alvei dei fiumi fa si che il problema inquinamento delle acque abbia proporzioni sempre più rilevanti.
L’Assessore Tommasi, ora responsabile regionale all’Ambiente, un anno fa ricopriva la carica di vicePresidente della commissione ambiente della Regione, a lui si deve l’esclusione del carbone dal Piano Energetico Regionale. Quindi poteva, in quanto aveva gli strumenti per poterlo fare, proporre, come Fare Verde aveva suggerito più volte, di mettere in atto strumenti di monitoraggio per ridurre l’inquinamento che puntualmente si è verificato e che ha fortemente minato, anche per quest’anno, l’economia turistica di una Provincia che dovrebbe fare del Turismo il suo principale volano di crescita economica.
La nostra tesi sulla mancanza di controlli è avvalorata dai dati del Ministero della Salute che dicono che, anche quest’anno come l’anno scorso, 182 metri alla foce del torrente Fiumicello sono inquinati e quindi non balneabili.
Caro Sindaco, da quanti anni in quel tratto esiste tale situazione? A proposito, sono stati affissi i cartelli con il DIVIETO DI BALNEAZIONE come prescrive la Legge? Come mai in quel tratto di spiaggia, nonostante il divieto, i bagnanti vi accedono ignari della situazione? Forse la leggerezza trova casa altrove. Avremmo preferito che alle nostre affermazioni avessero fatto seguito fatti concreti e non sterili polemiche di carattere prettamente politico che non convincono i tanti turisti che possono osservare con i propri occhi il reale stato delle cose. Ma come Fare Verde Cosenza continuiamo a ritenere che sia una questione di scelte e non abbiamo dubbi che gli investimenti sulla qualità delle acque del mare debbano essere prioritari. Il problema del mare sporco è conosciuto oramai da anni e puntualmente nulla è stato ancora fatto. Come cittadini vediamo sempre più minacciati la nostra salute e la qualità dell’ambiente in cui viviamo.
Siamo stanchi dei “politicanti” di turno che dicono nelle loro campagne elettorali di aver investito sull’ambiente e di voler sviluppare il turismo. Ma quali sono le basi di queste affermazioni se si vede il contrario? Invece di far finta di non vedere e di non sentire e continuare a fare brutte figure, una volta per tutte affrontino il problema del mare inquinato in provincia di Cosenza.
Ma, purtroppo, prendiamo atto che continuano a fare come gli struzzi.
Si deve dire la verità ed affrontarla, invece di chiacchierare e cadere in promesse, affermazioni e polemiche ridicole.
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