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17 agosto 2005

  I documenti fotografici

Alle denunce formulate da Fare Verde ci saremmo aspettati delle risposte concrete, avendo la nostra associazione segnalato un modo di recupero della città di Cosenza che al “verde” predilige il cemento. Invece l’assessore non ha saputo trovar di meglio che inveire gratuitamente ed immotivatamente contro le nostre segnalazioni, arrampicandosi sugli specchi della politica delle parole anziché su interventi concreti a tutela dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini di Cosenza.

Apprendiamo, inoltre, dalla stampa che la Tartoni ritiene che le nostre affermazioni siano “…invettive ed insulti” contro i progettisti dell’arredo urbano e gli Amministratori rivolte in maniera poco urbana (chissà cosa voleva dire l’assessore!?) verso gli stessi.
In più, dette critiche, sarebbero “…tese soltanto a denigrare il lavoro altrui…”: se qualcuno ritiene, quanto da Fare Verde esposto, denigratorio è libero di tutelare il proprio buon nome dinanzi alle competenti autorità giudiziarie.
Si rileva, tra l’altro, che per l’assessore Tartoni esistano solo alcune forme di dialogo con l’Amministrazione: un presunto forum, al quale prendono parte le organizzazioni ecologiste e Agenda 21.

Dimentica, forse, l’assessore che in democrazia le libere associazioni possono intervenire utilizzando qualsiasi strumento per tutelare l’ambiente ed i cittadini? E Fare Verde, associazione di volontariato riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, ha sollevato sulla stampa, riservandosi di confrontarsi con chiunque anche in qualsiasi altra sede, delle questioni concrete che attengono alla tutela dell’ambiente e della qualità della vita nella città di Cosenza.

Qual è lo scandalo? Quanto denunciato è il frutto di un rilevamento puntuale nell’arco di quattro mesi nella totale assenza di iniziative sanatorie da parte degli organi preposti (leggasi Amministrazione comunale di Cosenza). Azioni concrete che ci saremmo aspettati e che avevamo sinceramente auspicato quale migliore risposta ai nostri rilievi. Ma si vede che la Tartoni, a Ferragosto, preferiva impegnarsi a prospettare l’invio alla stampa di un documento sulla politica ambientalista dell’attuale Amministrazione di piazza dei Bruzi, piuttosto che adoperarsi, in silenzio, per la bonifica dei siti e a migliorare la vivibilità di Cosenza.

Discarica davanti l'ingresso del Complesso Monumentale di S. Francesco, sede della Soprintendenza - Cosenza
La villetta di viale della Republica - Cosenza
La discarica lungo gli argini delo fiume Crati, centro storico - Cosenza
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