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19 settembre 2005

   

Continua a tenere banco, come soluzione industriale al problema occupazionale della Calabria, la costruzione di centrali, siano esse alimentate da biomasse o da metano piuttosto che dalla scorrere dell’acqua dei fiumi o addirittura dall’incenerimento dei rifiuti, per la produzione di energia elettrica.

Fare Verde (fonte Rapporto 2004 del GRTN) ricorda che la Calabria ha un surplus di produzione di energia elettrica pari al 42,5% del suo consumo interno. Pertanto, questa energia prodotta, viene indirizzata verso utilizzatori fuori dai confini regionali.
Tale surplus di produzione non produce alcuna ricaduta benefica sul territorio calabrese sia in termini occupazionali, data l’alta informatizzazione di cui necessitano tali impianti, sia in termini di riduzione delle tariffe elettriche. Anzi, il contrario.
Fare Verde vuole portare all’attenzione popolare e dei politici che il 5 agosto 2005 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto per l’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare il cosiddetto Conto Energia. Bene tale decreto, che sta passando sotto silenzio, trova la sua migliore forma di attuazione in quelle Regioni in cui si ha il massimo irradiamento solare nell’arco dell’anno e delle 24 ore. Quindi ne risulta che ad essere privilegiate sono proprio le Regioni del Sud Italia. Ora, se proprio si deve produrre in Calabria tutta questa energia elettrica, non sarebbe auspicabile che si incentivasse tale Decreto? Il Conto Energia prevede che ne possono beneficiare i singoli cittadini, i privati, i comuni, i condomini ed altri soggetti.

Ma dove sono i benefici? Innanzitutto precisiamo che i benefici non sono presunti ma diretti e reali per i cittadini che si esplicano in una fonte di reddito garantito per un periodo non inferiore a 20 anni. Significa che ognuno che abbia deciso di installare un impianto fotovoltaico sul tetto della propria casa o nel proprio giardino può utilizzare e vendere l’energia prodotta al gestore presente sul territorio al prezzo di 0,46 € per kWh prodotto. Tale prezzo viene pagato sotto forma di detrazione sulla bolletta elettrica.

Il meccanismo è semplice e vantaggioso: chi possiede un impianto fotovoltaico che produce energia elettrica, oltre che utilizzarla, può immetterla nella rete. In base al decreto, il fornitore inoltre sarà obbligato ad acquistare l’energia a questo prezzo per 20 anni, al termine dei quali l’elettricità prodotta dai pannelli, il cui costo iniziale sarà ormai del tutto ammortizzato, andrà tutta a coprire il fabbisogno dell’edificio o dell’azienda. Facendo due conti si evidenzia come un impianto minimo, pari ad una superficie di circa 8 mq, produce un reddito di circa 1.000 euro anno e un ammortamento totale del costo di installazione in un periodo di otto anni.

Una forma di produzione di energia che non inquina, rispetta totalmente l’ambiente, non deturpa il paesaggio urbano più di quanto non facciano le parabole satellitari o le antenne di telefonia, e che produce ricadute positive in termini economici sui cittadini. Il Decreto prevede una produzione di energia, attraverso il fotovoltaico, non inferiore a 300 MW.

Fare Verde si chiede come mai, la data di scadenza del primo bando è fissata per il 30 settembre p.v., nessun Assessore alle Attività Produttive o Presidente di Regione e Provincia abbiano auspicato l’adozione di tale Decreto sull’intero territorio Regionale piuttosto che Provinciale rinunciando alla insana idea di costruire termovalorizzatori per l’incenerimento dei rifiuti e centrali per la produzione di energia?

Attendiamo risposte…

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