Fare Verde è ritornata a verificare le azioni dell’assessore Tartoni in merito alla discarica abusiva davanti l’ingresso della Soprintendenza situato nel complesso monumentale di S. Francesco, nel centro storico di Cosenza.
Alle nostre segnalazioni attraverso gli organi di stampa non sono seguiti fatti concreti. La discarica abusiva, come si può vedere dalle foto scattate questa mattina, è ancora presente e si è arricchita di nuovi materiali tra cui spiccano alcune lastre di ethernit di cui si trova traccia anche in prossimità di una curva lungo la strada che conduce al Convento, gomme usate, carcasse di motorini, residui di lavori edili ed idraulici, ecc.
Fare Verde è perplessa in presenza di una tale situazione di degrado urbano ed ambientale a cui non si è minimamente cercato di porre rimedio. La persistenza, a distanza di oltre un mese e mezzo, e l’aggravarsi la dicono lunga sulla reale attenzione verso la tutela dell’ambiente da parte dell’Amministrazione di Cosenza. Fare Verde si chiede cosa abbiano pulito, nella campagna “Puliamo il mondo” di Legambiente a cui ha partecipato l’Amministrazione Comunale con gran proclami sugli organi di stampa, appena qualche giorno fa? Fa bene Fare Verde ad essere una voce fuori dal coro, come lo stesso assessore ha definito la nostra Associazione, ed a continuare a denunciare le violenze che ogni giorno si perpetuano ai danni dell’ambiente e dei cittadini. Fare Verde il 18 agosto, invitò l’Amministrazione di Palazzo dei Bruzi a rispondere alle sue denunce con i fatti anziché con sterili parole. Si sperava che, conseguentemente, ai proclami sulla politica ambientale di Palazzo dei Bruzi fossero seguite azioni concrete di programmazione ed intervento a protezione dell’ambiente. Ma nulla di tutto ciò è stato fatto!
Fare Verde, associazione di volontariato riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, si era riservata di agire anche in altre sedi, delle questioni concrete che attengono alla tutela dell’ambiente e della qualità della vita nella città di Cosenza, pertanto invierà un dossier fotografico alla Procura della Repubblica affinchè si avvii un’indagine conoscitiva al fine di identificare i responsabili di tale situazione di danno ambientale.
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| La discarica fotografata ad agosto 2005 |
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| La discarica fotografata il 29 settembre 2005. Ogni ulteriore commento è superfluo! |
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