In relazione alla nostra denuncia, inoltrata il 2 novembre u.s. agli organi competenti, circa il reiterato atteggiamento di disinformazione da parte della Rai nella trasmissione Unomattina nel trattare le problematiche relative ai sistemi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il Presidente della Commissione di Vigilanza, Paolo Gentiloni, sui servizi Radiotelevisivi ci ha scritto ringraziandoci per “l’opportuna segnalazione e garantendo il suo impegno e dell’intera Commissione per una attenta valutazione del pluralismo e della completezza dell’informazione del servizio radiotelevisivo pubblico in materia di tutela dell’ambiente”.
Di seguito il testo integrale della nostra lettera di denuncia con l’esposizione dei fatti che hanno determinato la nostra decisione.
Giorno 1 novembre 2005, noi cittadini e contribuenti del canone RAI, abbiamo assistito inermi ed impotenti all’ennesimo atto di disinformazione praticato dalla Rai all’interno dei suoi programmi.
Già il 23 maggio 2005 avevamo segnalato analoga situazione all’interno di Unomattina ad opera del giornalista Franco Di Mare il quale aveva affrontato un argomento delicato, specie per alcune Regioni del sud Italia, come quello dei rifiuti solidi urbani a senso unico e come unico obiettivo possibile e perseguibile quello dell’incenerimento. La mattina dell’1 novembre è andato in onda lo stesso siparietto ad opera della giornalista Monica Maggioni, la quale ha rivolto domande a senso unico dimostrando la sua totale ignoranza sull’argomento.
Quando si trattano tali argomenti, che rivestono una enorme importanza per le popolazioni interessate sia da un punto di vista economico sia di tutela e salvaguardia della salute (diritto sancito dalla Costituzione Italiana), dovrebbe essere buona regola documentarsi ed invitare al contraddittorio tutte le parti in causa e non solo una: il partito degli inceneritori.
Il problema dei rifiuti, in Italia, non lo si può risolvere solo ed esclusivamente attraverso il loro incenerimento. Tra l’altro, nessun organismo scientifico classifica i rifiuti come fonte energetica alternativa e illimitata. Questi impianti hanno percentuali di efficienza energetica inferiori al 22% e, pertanto, necessitano di congrui finanziamenti per Kilowattore prodotto per la loro antieconomicità di gestione.
Il Decreto Ronchi stabilisce come ultima risorsa la costruzione di questi impianti perché la gerarchia delle opzioni per la gestione dei rifiuti solidi urbani ha come punti iniziali “la riduzione della produzione, il riutilizzo, il riciclaggio, il recupero energetico ed infine lo smaltimento. Questa gerarchia è basata sugli effetti che ciascuna opzione ha sull’ambiente ed ha come riferimento l’obiettivo generale della sostenibilità”.
Chiara l’indicazione per la separazione a monte dei rifiuti, in particolare quelli organici. L’importanza della raccolta differenziata dell’organico non risiede solo nella riduzione dei rifiuti, ma anche nella restituzione di una parte importante della sostanza organica sottratta a terreni agricoli sempre più poveri per l’eccessivo sfruttamento subito negli ultimi decenni per un uso sempre più massiccio di fertilizzanti chimici e per limitare le emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra. Le strategie di raccolta differenziata e compostaggio sono già sviluppate nei Paesi del centro e nord Europa, dove da tempo forniscono un contributo fondamentale alla diminuzione del carico ambientale complessivo della gestione dei rifiuti mentre è assai più lento nei Paesi mediterranei, che ne hanno assoluto bisogno.
Il recupero della plastica, della carta e della frazione organica (solo per citare alcune categorie) non richiede l’uso di discariche ma la loro trasformazione in altra materia da poter riutilizzare anche sotto altra forma senza inquinare l'ambiente. Anche se il suo ospite ha negato che gli impianti di termovalorizzazione siano altamente inquinanti, la realtà scientifica dice che questi impianti producono fumi che concorrono all'effetto serra, producono polveri del tipo PM10 e, cosa ancora più grave, producono, come risultato della combustione, ceneri che vengono classificate come nocive-pericolose e che richiedono lo smaltimento attraverso particolari procedure in discariche speciali.
Per Fare Verde, dunque, bisogna esaminare le problematiche inerenti la ricaduta sull’ambiente e sulla salute della popolazione, poiché si affrontano problemi di quantità e di pericolosità degli agenti inquinanti, occorrendo seguire i principi dell’UE per tutelare la salute pubblica, con il principio di precauzione. Con gli inceneritori detti di ultima generazione, o addolciti nel termine di termovalorizzatori, per suscitare il minor allarme possibile nella pubblica opinione, le emissioni sono ridotte ma non eliminate. Tra le tante ci sono emissioni di diossina e furani, ceneri e fumi. Inoltre rimane il problema di chi debba controllare il corretto funzionamento ed il reale impatto ambientale. Desta preoccupazione, infatti, il rilevamento di dati epidemiologici non confortanti nei luoghi dove sono installati impianti di incenerimento con aumento di patologie piuttosto pericolose.
Fare Verde rileva che gli inquinanti prodotti non vengono eliminati, ma vengono trasferiti dall’aria al suolo con scorie e ceneri. Un inceneritore, su ogni tonnellata di RSU bruciata, produce 300 Kg. di scorie, 30 Kg. di ceneri e richiede l’uso da 10 a 80 prodotti per la depurazione. Ovvero, con l’incenerimento, le scorie derivanti dalla bruciatura di RSU diventano rifiuti tossico-nocivi, con nuovi problemi per il loro stoccaggio. Inoltre i costi degli inceneritori si dividono in economici, ambientali e sociali. I costi sociali consistono nel fatto che per un milione di tonnellate di RSU da incenerire vengono occupate 80 persone, mentre con il sistema del riciclaggio ne vengono occupate 1600 di persone. In Regioni, come quelle del Sud Italia, afflitte da percentuali di disoccupazione tra le più alte d’Europa, costituirebbero la scelta per eccellenza: occupazione e salvaguardia e valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche.
Sarebbe stato più corretto parlare anche di questi aspetti del problema. Non trovate?
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