Da anni, ad Acri, esiste una “convivenza forzata” tra un elettrodotto da 220 Kv ed un liceo scientifico che sorge nelle immediate vicinanze, in violazione di quanto previsto dalle normative vigenti.
La struttura, a quanto è dato sapere da notizie raccolte , doveva inizialmente essere adibita a civile abitazione e che successivamente è stata trasformata in edificio scolastico. La normativa in materia prevede, sia nel caso di civili abitazioni e a maggior ragione per edifici scolastici, il rigoroso rispetto delle distanze dagli elettrodotti superiori a 150 Kv. Fare Verde si chiede come mai si sia potuto destinare detto edificio, da parte dell’Amministrazione Provinciale di Cosenza, a Liceo Scientifico e come il Comune di Acri ne abbia potuto autorizzare l’apertura. A tal fine, Fare Verde nei giorni scorsi ha richiesto, informando sia il NOE dei Carabinieri che l’ArpaCal, di ottenere copia della documentazione relativa al rilascio della concessione edilizia e delle autorizzazioni per cambio di destinazione d’uso.
Ad oggi, però, l’unico atto concreto da parte dell’Amministrazione Comunale è stato quello di cercare di obbligare gli studenti a riprendere il normale corso delle lezioni senza minimamente preoccuparsi, attuando di conseguenza il principio di cautela previsto dalle vigenti disposizioni di Legge Comunitarie e Nazionali, mettere in atto tutti gli strumenti idonei, ad iniziare da una corretta informazione ai cittadini, a garntire la piena tutela della salute pubblica ed in modo particolare degli studenti del Liceo Scientifico.
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