L’Amministrazione Provinciale di Cosenza ha disposto la chiusura del Liceo Scientifico di Acri in seguito alle manifestazioni degli studenti ed alle problematiche che Fare Verde aveva sollevato circa la vicinanza della scuola stessa ad un elettrodotto da 220 Kv preesistente.
Secondo l’art. 8 comma 6 della Legge quadro 36/2002: “I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”.
Perché il Comune di Acri non ha adottato nessuna delle misure previste dalla Legge? Come mai l’Amministrazione Provinciale di Cosenza ha acconsentito che il Liceo Scientifico venisse a trovarsi a ridosso di un elettrodotto e non abbia mai verificato la conformità alle disposizioni di Legge di tale fabbricato?
Un modo per difendersi dalle esposizioni ai campi, al fine di minimizzare le esposizioni, è rispettare il Principio di Precauzione ma tale principio, in questo caso, è stato omesso da chi ha concesso le autorizzazioni.
Fare Verde chiede che vengano accertate le responsabilità passate e presenti che hanno permesso che una serie di palazzine adibite a civile abitazione, e successivamente una di loro adibita a scuola, sorgessero a ridosso dei tralicci di un elettrodotto di potenza superiore ai 150 Kv senza che si applicasse, anzi palesemente violata, la normativa a riguardo delle distanze di rispetto al fine di tutelare la salute pubblica degli abitanti delle palazzine e degli studenti del Liceo.
La tutela della salute pubblica, principio solennemente sancito dalla Costituzione Italiana, è stato palesemente violato da chi avrebbe dovuto adottare ogni sua prerogativa per la sua piena applicazione.
Situazioni analoghe ad Acri sono, purtroppo, presenti in molti Comuni della provincia di Cosenza. Fare Verde invita gli organi di controllo (ASL e ARPACAL) a censire tali siti ed adoperarsi alla messa in sicurezza degli stessi.
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