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24 febbraio 2007

Ci è sembrato strano che il Sindaco di Tarsia si lamentasse di non aver avuto interlocutori ed oppositori ambientalisti durante l’iter preliminare alla installazione di un parco eolico sul suo territorio.

Fare Verde, in data 12 marzo 2006, aveva duramente e pubblicamente preso posizione contro l’installazione di un parco eolico nel comune di Tarsia, così come nella stragrande maggioranza di comuni della Calabria, in quando non ricorrevano e non ricorrono i requisiti minimi, così come indicato dall’ENEA, per l’installazione di tali impianti: una ventosità media, all’altezza delle pale, di almeno 5 metri al secondo per almeno 300 giorni l’anno: un dato essenziale che solo una mappatura della ventosità media del sito ottenuta con rilevazioni effettuate nell’arco di almeno 1 anno può dimostrare. In mancanza di tali dati non è dimostrabile la validità del progetto.

Il Sindaco di Tarsia si è premurato verificare la rispondenza di quanto denunciato da Fare Verde il 12 marzo 2006 alla stampa in accordo con le indicazioni fornite dall’ENEA?

Risulta evidente dunque come impianti di questo tipo necessitino di un’attenta verifica dell’esistenza dei requisiti tecnici, paesaggistici e di convenienza economica per la popolazione residente sul territorio interessato.

Ci si chiede se progetti di questo tipo siano inquadrati all’interno di una specifica politica territoriale energetica e non tratti soltanto dello sfruttamento di risorse del territorio per interessi che riguardano soprattutto grosse aziende di produzione di energia le quali, poste nella necessità di realizzare una parte della loro produzione con energie rinnovabili, anziché favorire la diffusione di sistemi a minore impatto ambientale e distribuiti in modo capillare nel territorio si lancino in grandi progetti dai dubbi benefici per le comunità che so risiedono nei territori interessati.

Com’è possibile che la Regione Calabria (assessorati all’Ambiente ed all’Urbanistica e Tutela del Territorio) rilasci tutte queste autorizzazioni a varianti ai Piani Regolatori Generali (PRG) dei comuni che intendono ospitare sul proprio territorio la costruzione di Parchi eolici in maniera del tutto semplificata, sulla base di una semplice lettera? Come è possibile che si autorizzi un simile scempio territoriale senza opportune verifiche in ordine al rispetto delle indicazioni tecniche fornite dall’ENEA? E’ questo il modo di difendere gli interessi della Calabria e dei calabresi?

O si intende “sacrificare” il possibile futuro sviluppo della Calabria nel Turismo, di cui la tutela ambientale e paesaggistica è parte fondante ed essenziale, per un “pugno di lenticchie” in favore di alcune Amministrazioni Comunali?
Fare Verde era, è e rimarrà attenta alla tutela della Calabria e disponibile ad ogni confronto in tale direzione senza tirarsi indietro, ed invitando i cittadini a sostenerla contattando le proprie sedi locali o attraverso il sito www.fareverdecalabria.it

Crediamo dunque che una vera diffusione delle energie rinnovabili passi attraverso il favorire la diffusione di impianti di piccola taglia in quanto impianti di questo tipo, scelti dopo un’attenta valutazione delle caratteristiche fisiche del territorio, comportano certi e sicuri vantaggi per gli utenti, senza tutte le problematiche legate all’impatto paesaggistico ed evitando altresì di prestare il territorio a possibili speculazioni spesso presenti quando si ha a che fare con progetti che comportano notevoli investimenti.


 


 

 



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