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07 marzo 2007

Fare Verde resta perplesso davanti alle dichiarazioni del Sindaco di Tarsia dello scorso 27 febbraio in merito al Parco Eolico. Installazione, questa, che in altre occasioni ed in tempi non sospetti (marzo 2006 e maggio 2006) Fare Verde criticò non essendoci i requisiti per la sua collocazione. Per il Sindaco di Tarsia 60.000 euro annui (questa è la cifra direttamente versata) sono il giusto prezzo per sacrificare una parte del territorio e non valorizzarlo diversamente creando vera occupazione e sviluppo?

Fare Verde non deve giustificare il suo operato con nessuno, in quanto, da sempre, improntato alla massima trasparenza basandosi esclusivamente su valutazioni di carattere oggettivo senza lasciare spazio alcuno alla strumentalizzazione da parte di chicchessia.

Fare Verde esprime molti dubbi sulle reali possibilità occupazionali che un simile impianto possa generare, tranne nell’ipotesi in cui centinaia di cittadini di Tarsia siano assunti per soffiare sulle pale eoliche, sì da creare un vento costante a 5 metri al secondo per almeno trecento giorni all’anno, come indicato dallìENEA. I restanti 65 giorni potranno essere trascorsi nel meritato riposo feriale nell’incontaminata adiacente riserva
Questo, significa sacrificare il possibile futuro sviluppo di un territorio per un “pugno di lenticchie”. Quali danni riceverà la Riserva Naturalistica Regionale? Questa area è una risorsa ed una ricchezza pubblica e come tale deve essere preservata per incentivarne sempre più l’uso, secondo le regole che il luogo esige, ed il godimento. Ma nessuna voce si è sollevata in sua difesa.

Non ci risulta che prima d’ora il sindaco di Tarsia abbia in alcun modo incentivato la produzione di energia, ma prima ancora il risparmio della stessa, tramite fonti rinnovabili. Non abbiamo visto alcun impianto di pubblica illuminazione alimentato con pannelli fotovoltaici.
Ha il sindaco di Tarsia la stessa determinazione nell’incentivare la produzione di energia elettrica attraverso gli impianti solari? Immaginiamo che la sua sensibilità “ambientalista” abbia fatto si che buona parte della popolazione abbia presentato le domande per accedere al Conto-Energia così da poter produrre l’energia di cui i cittadini hanno bisogno ricevendo, anche, 0,43 euro per ogni Kilowattora prodotto, da parte del GRTN. Probabilmente, la risposta sarà NO.
L’enorme impatto paesaggistico, ben evidenziato dalle foto che alleghiamo e che sono state scattate da notevole distanza, che tale installazione produce da chi è stata valutata? La Regione Calabria (Assessorato all’Ambiente e Assessorato all’Urbanistica e Territorio), organismo di controllo, perchè ha rilasciato e continua a rilasciare varianti al Piano Regolatore Generale senza i controlli prescritti dalla Legge ma solo sulla base di una semplice lettera da parte dei Comuni interessati? Hanno posto in essere, il Comune di Tarsia ma anche tutti gli altri, un programma pluriennale di sviluppo legato alla produzione di energia o c’è solo la “vendita” del proprio territorio al miglior offerente?

La Calabria, lo ribadiamo per l’ennesima volta, ha un surplus di produzione di energia elettrica pari al 46% del suo fabbisogno e consumo (fonte GRTN anno 2005). Non si capisce per quale motivo la Calabria debba continuare ad essere colonia dell’Italia, sacrificando la sua vocazione e la sua ricchezza agro-turistica che andrebbe tutelata da attacchi colonizzatori e valorizzata nelle sue diverse sfaccettature. Ma tutto ciò è possibile solo attraverso una seria politica di programmi ed obiettivi.


 

 



Parco eolico

L'enorme impatto paesaggistico. Ne mancano ancora quattro

Parco eolico di Tarsia

Il contrasto stridente tra la bellezza della natura dei peschi in fiori e il parco eolico

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