Si resta sempre più ammutoliti dinanzi alla miopia degli Amministratori politici dei nostri Comuni. Qualche giorno fa un tale Antonio Ciacco della segreteria dei DS ha annunciato che “...per dare una svolta tesa alla salvaguardia dell’ambiente ed allo sviluppo del territorio bisogna pensare ad un termovalorizzatore per l’area urbana. Opera che segnerebbe una grande svolta e che si rivelerebbe efficace ed efficiente in termini di servizio e di risparmio oltre che di opportunità occupazionale”. A seguito di queste dichiarazioni ecco le dichiarazioni del sindaco di San Lorenzo del Vallo il quale dichiara di voler impiantare sul proprio territorio un termovalorizzatore.
La miopia porta spesso alla cecità ma molte volte serve a mascherare l’incapacità di formulare risposte adeguate al territorio e produrre programmi che tengano in debita considerazione le peculiarità dell’ambiente e del territorio. Negli anni settanta, anni in cui sono stati prodotti i più grandi danni sociali, la industrializzazione senza regole ha prodotto disoccupazione, cassa integrazione e territori inquinati ed abbandonati a se stessi. Questi personaggi che parlano di fallimento della Raccolta Differenziata e della Gestione dei Rifuti sono gli stessi personaggi che si sono adoperati affinchè la Raccolta Differenziata fallisse, attraverso la creazione di carrozzoni politici che mai hanno prodotto risultati concreti e vantaggi diretti per i cittadini. Dopo anni si continua a parlare in maniera impropria ed incompetente di inceneritori, senza la necessaria conoscenza delle Norme Europee e Nazionali che prevedono in primis la riduzione ed il riciclaggio dei rifiuti e solo in ultima analisi l’incenerimento della parte restante. L’incenerimento dei rifiuti o termovalorizzazione non è un'operazione ecosostenibile in quanto non riduce la dipendenza dalle risorse fossili per la produzione di energia questo perchè le materie seconde preferite da questa tipologia di impianti per la combustione e per la relativa produzione di energia (occorre far rilevare che solo il 20-25% della materia introdotta viene trasformata in energia da immettere nella Rete Nazionale (altro dato estremamente rilevante e che viene sottaciuto)) sono la plastica ed i suoi derivati, la carta ed il cartone e le biomasse o il legname. Vengono esclusi all'origine i materiali ferrosi che non producono alcun rendimento in termini termici.
Bene, per la produzione degli oggetti in plastica e suoi derivati dobbiamo fare un grande ricorso proprio a quelle risorse fossili di cui si vuole ridurre la dipendenza, mentre se tali oggetti, venissero recuperati attraverso la Raccolta Differenziata, potrebbero essere riutilizzati decine e decine di volte riducendo, così il ricorso al petrolio per la loro realizzazione. Ecco perchè l'incenerimento dei rifiuti è incompatibile con processi di Raccolta Differenziata sulla stragrande tipologia di RSU prodotti.
Se la termovalorizzazione fosse un processo industriale oltre che virtuoso da un punto di vista ambientalevantaggioso da un punto di vista economico perchè tali impianti senza i finanziamenti (nella bolletta elettrica, caso unico in Europa, vengono fatti pagare ai cittadini come fonti rinnovabili), del famigerato CIP6, non potrebbero esistere sul mercato.
In tutte le Regioni d'Italia (per non parlare di altre Nazioni sia Europee che non) in cui i processi di Raccolta Differenziata sono stati avviati in maniera seria si sono avute, sul territorio e quindi direttamente percepibili dai cittadini in termini economici, i seguenti fenomeni:
Riduzione significativa del conferimento in discarica; Riduzione dei costi sullo smaltimento e relativa tassa ai cittadini; Aumento dell'occupazione; Ambiente molto più salubre..
Ciò vale a dire che o si fa la Raccolta Differenziata seria o si bruciano i rifiuti, terza ipotesi non è data vera.
La miopia di cui sopra porta alla cecità totale quando sindacati, pur di proteggere i loro piccoli feudi, si schierano a favore della riconversione a carbone della centrale Enel di Rossano ignorando, volutamente, i gravi danni arrecati all’ambiente ed alle colture agricole di qualità. La normativa prevede che in un raggio di 30 Km intorno ad una centrale alimentata a carbone possano esistere solo colture di tipo florovivaistiche e non agricole con produzione ad uso alimentare umano.
Fare Verde auspica una forte inversione di rotta; auspica una politica che guardi con occhi diversi al territorio ed alla sua valorizzazione ambientale perchè solo così sarà possibile coniugare occupazione, sviluppo, turismo ed economia.
|