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09 agosto 2007

In merito alla nota dell’Assessore all’Ambiente della Regione Calabria nonchè Coordinatore nazionale dell’ufficio di Presidenza dei Verdi, Diego Tommasi, Fare Verde Cosenza resta sgomenta per le affermazioni in essa contenute. L’Assessore Tommasi afferma, nella nota, che “...nessuna concessione di VIA è stata concessa alla società in questione (Gamesa Energia Italia, nds) in questi 30 mesi di governo”. Si da il caso, come da documentazione fotografica allegata, che sia il parco eolico ricadente nel comune di Tarsia sia quello di Terranova, entrambi in provincia di Cosenza, siano caratterizzati dalla presenza del marchio Gamesa. Allora, seguendo il ragionamento dell’Assessore Tommasi, o quegli impianti sono illegittimi, in quanto la Regione Calabria non ha rilasciato alcuna autorizzazione, e quindi l’esposto presentato da Fare Verde Cosenza alla Procura della Repubblica di Castrovillari ha ben ragione di esistere, oppure l’ Assessore Tommasi ha vuoti di memoria. (mah)

Ma ancora, in data 16 novembre 2006 viene pubblicato sul sito della Regione Calabria un AVVISO DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER L’APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO E DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITA’ DELL’OPERA di un Impianto eolico denominato “Piano di Lopa” per la produzione di energia della potenza nominale di 77,35 MW e delle relative infrastrutture, ricadenti nei Comuni di Cardeto (RC) e Reggio Calabria in cui si legge “La Regione Calabria nella qualità di Autorità Espropriante delle aree occorrenti alla realizzazione dei lavori riportati in oggetto VISTA la domanda presentata in data 15 aprile 2005, dalla società Gamesa Energia Italia S.p.A , quale promotore dell’espropriazione, con sede in Roma alla Via Pio Emanuelli n° 1 iscritta al Registro delle Imprese di Roma al n° 06141061009, diretta ad ottenere dalla Regione Calabria - Settore Energia l’Autorizzazione unica alla costruzione ed all’esercizio del Parco Eolico indicato in oggetto AVVISA dell’avvio del procedimento ai fini “dell’Approvazione del Progetto Definitivo” e della “Dichiarazione di Pubblica Utilità” dei lavori citati in oggetto.
Allora Gamesa Energia Italia è presente sul territorio calabrese. (2° mah)

Nel DGR 55/2006 “L’Eolico in Calabria - Linee guida per l’inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale” si fa riferimento, a pagina 10, alle aree oggetto di attenzione per la localizzazione degli impianti eolici: “Aree di interesse naturalistico ed ambientale. In tali aree è necessario valutare i potenziali effetti negativi, ivi compresi quelli di natura visiva, legati alla presenza di un impianto sulla biodiversità e, in generale, sui sistemi ecologici, sulla stabilità idrogeologica dei suoli e sul sistema socio-economico legato alla valorizzazione dei beni ambientali dei luoghi (es., economie legate all’uso del “bene natura”)”, sempre alla stessa pagina è riportato un elenco di queste aree le quali comprendono le “Zone C e D di Parchi Nazionali e Regionali individuate dagli strumenti di pianificazione vigenti, ovvero, nelle more di definizione di tali strumenti, Zona 2 così come indicato nelle leggi istitutive delle stesse aree protette: Zone di Protezione Speciale (ZPS)”, allora perchè si sono autorizzati parchi eolici nel Parco Nazionale del Pollino (Papasidero, solo per fare un nome) e nel Parco della Sila? Come mai, nel caso del parco eolico di Tarsia non si è tenuto conto dell’impatto sulla biodiversità e sui corridoi di migrazione degli uccelli migratori che trovano rifugio nell’adiacente Riserva Regionale? Tutte limitazioni espressamente previste nel DGR a pagina 14 dove si fa esplicito riferimento ad “Una valutazione più accurata deve essere condotta per la fauna, con particolare riferimento all’avifauna. Su di essa, infatti è possibile rilevare, due possibili impatti: diretto, dovuto alla collisione degli animali con parti dell’impianto, in particolare il rotore; indiretto, dovuto all’aumento del disturbo antropico con conseguente allontanamento e/o scomparsa degli individui, modificazione di ambienti (aree di riproduzione e di alimentazione), frammentazione degli habitat e delle popolazioni” (3° mah)

L’Assessore asserisce che “...nel documento si tiene in debito conto l’orografia della nostra regione, la Calabria, e la vasta incidenza delle aree SIC e ZPS che contraddistinguono un territorio ventilato e che per ciò stesso si presta convenientemente alla produzione di energia pulita e rinnovabile”: ci sfugge il sottile nesso che intercorre tra la presenza di aree SIC e ZPS e la ventosità di un territorio; in più giova ricordare, per gli smemorati, come uno studio dell’ENEA esclude la Calabria dall’insediamento di parchi eolici proprio per la sua orografia che, salvo non si usino torri alte oltre 100 metri e con rotori in grado di entrare in funzione con velocità del vento di 3m/s, non permette la presenza costante di venti per almeno 300 giorni all’anno ad una velocità media di 5m/s. (4° mah).

Per avvalorare le tesi sulla ventosità della Calabria, lo si legge sempre nel DGR, ci si è serviti di uno studio compiuto dall’Enel (altro soggetto interessato alla produzione di energia) e non ci si è basati sui dati di un Ente terzo e statale come l’ENEA. Il parco eolico realizzato a Tarsia a marchio Gamesa e non ancora entrato in funzione è già stato venduto ad Endesa che, guarda caso, è oggetto di un’OPA da parte di ENEL, strane coincidenze. (5° mah)

In conclusione, Fare Verde Cosenza chiede a chi di competenza una risposta a tutte queste coincidenze ed alla Regione Calabria quali strumenti concreti abbia messo in atto al fine di ridurre gli sprechi energetici ed al fine di tutelare il territorio e l’Ambiente e sviluppare così un sistema turistico rispettoso del paesaggio e della natura e creare, così, positive ricadute sulla popolazione calabrese.

 

 



Parco eolico Gamesa

L'enorme impatto paesaggistico.

Parco eolico di Tarsia

Il marchio GAMESA ben evidente sui rotori del parco eolico di Tarsia (CS) e di Terranova (CS)

Eolico Gamesa Tarsia
Un paesaggio di dolci colline, distrutto da orribili pale eoliche
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