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20 agosto 2007

Fare Verde continua nella sua battaglia contro l’eolico selvaggio che sta devastando irrimediabilmente il paesaggio del territorio calabrese. Ogni giorno è un fiorire di sottili antenne alte circa 60 metri con alla sommità un anemometro per cercare di catturare il più piccolo alito di vento con il solo vantaggio per coloro che hanno interesse nell’installazione di tali impianti.

Il 9 marzo 2007 in un articolo sul Corriere della Sera, Carlo Rubbia affermava:”...è inutile insistere con l’energia eolica perchè di vento c’è n’è poco nella Penisola. Invece il sole è l’unica sorgente che abbiamo abbondante e ancora da sfruttare..” Chiara l’indicazione perseguire l’eolico in maniera così frenetica come si sta facendo in Calabria non sortisca alcun risultato positivo sul territorio con ricadute negative in termini di patrimonio paesaggistico e, quindi, di fruibilità turistica.

Basti pensare che dalle montagne che sormontano la cittadina di Rotonda (PZ), sede del Parco Nazionale del Pollino, ad occhio nudo sono perfettamente visibili, tanto da riuscire a contarli, i tralicci eolici impiantati nei comuni di Tarsia e Terranova. E poi si ha il coraggio di dire che non creano alcun disturbo al paesaggio.

Sindaci che concedono l’uso del proprio territorio convinti dal miraggio di potenziali posti di lavoro (forse i cittadini impiegati a soffiare per produrre la quantità di vento necessaria a far girare le pale) o attratti da royalties misere che non possono risolvere i problemi di bilancio di tante Amministrazioni.

Rispondendo alle dichiarazioni di un esponente di Legambiente, rilasciate sulle pagine dei quotidiani a proposito del nascente parco eolico nel comune di Luzzi (CS), che dichiarava :”...coloro che ostacolano i parchi eolici sono degli antiecologisti…”, Fare Verde ritiene che chi sostiene una campagna così massiccia di creazione di parchi eolici senza il rispetto delle regole (contenute nel DGR 55/2006 “L’Eolico in Calabria - Linee guida per l’inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale” emanato dalla Regione Calabria e dalla stessa disatteso concedendo autorizzazioni nel Parco Nazionale del Pollino e della Sila, giusto per citarne solo qualcuno) sia il vero distruttore del territorio e della sua naturale vocazione turistico-ambientale con paesaggi senza eguali. Ma d’altronde queste sono le stesse tesi che Fabio Roggiolani, esponente dei Verdi, scrive sul suo sito ecquologia e che pubblicizza la Gamesa. Strane coincidenze.

Fare Verde chiede all’Assessore all’Urbanistica ed all’Assetto del Territorio come mai stia rilasciando autorizzazioni a Varianti ai PRG presentati dai comuni interessati dalla creazione dei Parchi eolici senza averne verificato la congruità e la rispondenza piena alle previsioni di Legge?

O forse è la riprova che in Calabria un Piano Energetico vero e proprio non esiste e che, come afferma Rocco Tassone esponente di PRC “...l’eolico è solo una componente del “grande affare”. Con la scusa che si tratta di energia pulita abbiamo assistito ad una proliferazione di Parchi Eolici...questi non sono impianti a basso impatto ambientale...Il paesaggio viene deturpato. I protagonisti di questo assalto hanno nomi e cognomi. In testa c’è la Gamesa… In Calabria il grande affare dell’energia non è la sommatoria di una serie di azioni scombinate; esso è piuttosto il risultato di un’azione organica del grande capitale”.

Fare Verde Cosenza ricorda all’Assessore Tommasi che anche il parco eolico installato a Cortale, vicino Lamezia Terme, è a marchio Gamesa: meno male che nessuna autorizzazione era stata rilasciata a questa società.

Nei prossimi giorni Fare Verde presenterà una moratoria sui Parchi Eolici, tale documento sarà messo a disposizione dei cittadini che potranno sottoscriverlo attraverso il sito www.fareverdecalabria.it

Nel frattempo Fare Verde Cosenza chiede al Presidente della Regione Calabria di sospendere ogni iter autorizzativo che abbia ad oggetto la creazione di Parchi Eolici.

 

 



Parco eolico Gamesa

L'enorme impatto paesaggistico.

Parco eolico di Tarsia

Il marchio GAMESA ben evidente sui rotori del parco eolico di Tarsia (CS) e di Terranova (CS)

Eolico Gamesa Tarsia
Un paesaggio di dolci colline, distrutto da orribili pale eoliche
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