I carabinieri della stazione di Roggiano Gravina (CS) hanno proceduto al sequestro di un’area, che sembrerebbe di pertinenza del Comune di Roggiano Gravina, adibita a deposito di rifiuti. Fare Verde Cosenza aveva ricevuto nei giorni scorsi diverse segnalazioni in merito a questo sito ed aveva documentato fotograficamente come lo stesso non rispondesse ai requisiti di Legge (Decreto Ronchi e successive modificazioni) per quanto concerne la creazione e realizzazione di depositi temporanei di RSU. La presenza di materiale di vario genere e natura ammucchiato in maniera disordinata ed a diretto contatto con il terreno, senza la preventiva creazione di una base isolante in cemento atta ad impedire la penetrazione nel sottosuolo di olii o altre sostanze inquinanti presenti in molti elettrodomestici o contenitori, e la presenza, come evidenziato negli articoli di stampa, di buche di notevoli dimensioni fa pensare più ad una sorta di discarica piuttosto che ad un deposito temporaneo di conferimento e stoccaggio RSU.
Fare Verde Cosenza in passato aveva già denunciato un’altra area a ridosso dell’invaso artificiale dell’Esaro oggetto di continuo e protratto e reiterato scarico di ogni sorta di materiale: Eternit, lamiere di auto, taniche di olii industriali, elettrodomestici, pneumatici, ecc. Area che sistematicamente viene data alle fiamme per “cancellare” le tracce di tale scempio ambientale.
Nonostante le molteplici denunce alla Procura di Cosenza ed i proclami dell’ex sindaco di Roggiano Gravina di voler bonificare quell’area mai nulla era ed è stato fatto. Le operazioni di sequestro non hanno impedito la reiterazione del reato e non hanno permesso, sarebbe meglio dire obbligato, le operazioni di bonifica dell’area stessa che ha peggiorato il suo stato di degrado ambientale. Nella fattispecie giova ricordare che il Sindaco dell’epoca dei fatti comunicava, a mezzo stampa, che trattasi di situazione di inquinamento ambientale che si protrae dal 2003 ammettendo, al contempo, di non aver potuto interrompere detto fenomeno, e bonificare così l’area, sulla base di un presunto sequestro della zona, nonostante l’articolo 17 comma 11bis del Decreto Ronchi espressamente statuisce che “Nel caso in cui il sito inquinato sia soggetto a sequestro, l’autorità giudiziaria che lo ha disposto autorizza l’accesso al sito per l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale delle aree, anche al fine di impedire l’ulteriore propagazione degli inquinanti ed il conseguente peggioramento della situazione ambientale”. E sempre l’articolo 17 al comma 13ter dispone “Gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale previsti dal presente articolo vengono effettuati indipendentemente dalla tipologia, dalle dimensioni e dalle caratteristiche dei siti inquinati nonché dalla natura degli inquinamenti”. Né, infine, possono sorgere dubbi circa la sussistenza o meno del reato di realizzazione di discarica abusiva posto che, per unanime orientamento giurisprudenziale, in tema di smaltimento di rifiuti, ai fini della configurabilità del reato di realizzazione o gestione di discarica non autorizzata, punito dall'art. 51, comma terzo del D.Lgs. n. 22 del 1997, sono necessari sia una condotta ripetuta nel tempo di accumulo di rifiuti in un’area, sia il degrado dell’area stessa, consistente nell'alterazione permanente dello stato dei luoghi, requisito che è certamente integrato nel caso in cui sia consistente la quantità di rifiuti depositati abusivamente.
Fare Verde Cosenza chiede che sia fatta luce sulla vicenda di tale sito e che si proceda ad una mappatura delle discariche abusive presenti sul territorio comunale e che si adottino tutti gli strumenti per la loro immediata bonifica; al contempo, Fare Verde Cosenza, chiede all’Amministrazione comunale di Roggiano Gravina di dotarsi di un idoneo piano per la gestione degli RSU oltre che di un efficace sistema di Raccolta Differenziata che non sia frutto di politiche miopi o legate allo sfruttamento di finanziamenti momentanei che non producono risultati concreti e tangibili se non nell’immediato
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La buca contenente cartoni e carta. |
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Il sito posto sotto sequestro |
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| La discarica sulla sommità dell'invaso dell'Esaro, più volte denunciata da Fare Verde Cosenza |
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