Ancora non si sono spente le ceneri fumanti che hanno devastato oltre 9.600 ettari di boschi in Calabria attribuibili a ben 1614 incendi quasi tutti di origine dolosa; mentre continua la conta dei danni diretti ed indiretti all’ambiente, al territorio ed alle popolazioni che assommano a decine di miliardi di euro; mentre da ogni dove si levano inviti alla prevenzione e ad una maggiore repressione di tali fenomeni criminosi; mentre il Presidente della Repubblica Italiana, Napolitano, lancia un appello per una “mobilitazione permanente” contro i roghi, per sensibilizzare le persone verso un atteggiamento di approccio positivo nei confronti dell’ambiente, patrimonio di tutti e dimora di ciascuno, bene prezioso da custodire con grande rispetto anche per le generazioni future, come sottolineato anche dal Pontefice; ecco che si fanno avanti idee e proposte come quella lanciata dal sindaco di Castrovillari, Blaiotta,, di destinare la legna recuperata dal taglio degli alberi bruciati nella zona del Parco del Pollino ricadente nel comune di Castrovillari nelle centrali a biomasse per la produzione di energia elettrica, che hanno dell’aberrante. Un’idea scellerata alla cui base vi è solo l’affarismo più bieco nello sfruttare una catastrofe immane come quella che ha colpito l’intera Calabria per tutta l’estate ed un’area importante del Parco Nazionale del Pollino. Già qualche tempo fa Fare Verde Cosenza si era schierata al fianco di Italia Nostra e della OLA Basilicata contro un’analoga proposta avanzata dal presidente della Confagricoltura di Benevento, ed avevamo sottolineato ed evidenziato come una tale proposta potesse risuonare come una specie di implicita arma di ricatto "o si taglia o si brucia" o diventasse il motivo per l’apertura della centrale del Mercure con la scusa di bonificare le aree percorse dal fuoco nell’intera area del Parco del Pollino e del fiume Lao, e reperire così le biomasse che altrimenti non sarebbero disponibili in loco.
Fare Verde chiede al sindaco Blaiotta se ha avuto la stessa sollecitudine nell’attivare il “Catasto delle aree in incendiate” e tutti quegli strumenti previsti dalle vigenti normative (la 157/92 e la 353/2000) al fine di prevenire gli incendi e ridurne gli effetti devastanti sull’ambiente e sul territorio?
Fare Verde Cosenza chiede che il neo presidente del Parco del Pollino si opponga ad ogni proposta che verrà avanzata verso tali finalità che sancirebbero definitivamente l’apoteosi della follia nella distruzione di un patrimonio di tutti e non di pochi.
Contro gli incendi e gli incendiari è necessario ripristinare la legalità rafforzando la presenza dello Stato e prevenendo le azioni terroristiche di devastazione di grandi aree di un patrimonio ambientale, così come dimostrano gli incendi di questa estate, mentre le grandi società private già fanno profitti dallo sfruttamento economico delle risorse naturali e dei boschi dei Parchi Nazionali della Calabria e della Basilicata.
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