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12 ottobre 2007

Dopo innumerevoli proteste da parte di Fare Verde Cosenza, Italia Nostra e svariati comitati di cittadini e le dimissioni di molti esponenti del partito dei Verdi, il verde Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio ha varato il decreto per la Rete Natura 2000 che tutela in particolare le Zone di Protezione Speciale (ZPS) dall’impatto devastante delle strutture eoliche ma esclude le zone SIC. Inoltre tale decreto introduce l’obbligatorietà della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) a livello nazionale, procedimento normalmente adottato in Europa, anche se solo per impianti eolici di potenza superiore ai 20 Mw. La protezione della biodiversità, garantita appunto dalla istituzione delle Zone a Protezione Speciale (ZPS), sancita dalla Convenzione di Rio del 1992, già gravemente alterata dallo sviluppo umano che causa profonde alterazioni della diversità biologica della Terra, ponendo così a rischio di estinzione numerose specie e habitat, sia a livello locale che globale si rende indispensabile in un territorio in cui essa rappresenta una parte determinante della sua ricchezza.

L'alterazione della funzionalità degli ecosistemi ha quindi un impatto economico: variazioni della diversità biologica possono ridurre le risorse di cibo, di acqua e anche di risorse genetiche o di medicinali. Ancor più rilevante è il valore indiretto della biodiversità, che si manifesta assicurando la funzionalità degli ecosistemi, quali, ad esempio, l’effetto regolatore sull’acqua, l’aria, il clima, il suolo.

In un’ottica di sviluppo territoriale improntato al turismo sostenibile ecco che la biodiversità ha un importante valore ricreativo, culturale, intellettuale, estetico, spirituale ed etico, indipendentemente dal suo utilizzo. Occorre, quindi, tutelare, pianificare e gestire in modo responsabile e razionale il patrimonio ambientale per garantire la tutela di questi valori ed uno sviluppo realmente sostenibile.

Ecco che allora monumenti alla biodiversità (Parchi Nazionali, Paesaggi turisticamente ameni, Zone SIC, Aree ZPS) sono sottoposte all’attacco da parte di nuovi “colonizzatori” che riempiono ogni spazio libero con torri di cemento alte oltre 100 metri rincorrendo l’unico fine del proprio tornaconto economico ed elargendo un pugno di lenticchie ad Amministrazioni comunali che tentano con ogni mezzo di ripianare bilanci che sono degli autentici colabrodo. Ma un qualunque insediamento produttivo industriale deve sorgere in apposite aree ad esso destinate e tali aree devono avere dei precisi requisiti normativi, ma tutto ciò non viene applicato quando si tratta di installare torri per la produzione industriale di energia (vengono sfruttati in particolar modo al Sud gli incentivi per tali finalità) attraverso il vento: infatti questi impianti sorgono in terreni destinati all’agricoltura, piuttosto che al pascolo o ai bordi di insediamenti abitativi anche se rurali. Non solo, ma installare questi impianti sulla base di rilevazioni effettuate solo ed esclusivamente dalla società appaltatrice fa si che non vi sia una possibilità di riscontro sui dati su cui si basano le argomentazioni per l’ottenimento della concessione. Il valore teorico iniziale di una velocità minima di circa 5 m/s ci da solo delle indicazioni sulla condizione minima di installazione ma operativamente questa velocità deve essere compresa tra i 12 ed i 14 m/s affinchè possa essere erogata la potenza di progetto (la valutazione di questi dati ci rende chiaro come si restringa di molto il reperimento di aree aventi tali caratteristiche), oltretutto un aerogeneratore ha un rendimento elettrico intorno al 70% questo perchè una notevole quantità di potenza elettrica viene dissipata dal rotore che deve mantenere una velocità di 3000 giri/minuto per poter garantire una frequenza di rete di 50 hertz.

In Calabria a fronte dell’esistenza di Parchi Nazionali (Pollino, Sila, Aspromonte), di aree ZPS e SIC la Regione non ha ritenuto necessario sino ad ora, come si evince dalle dichiarazioni a mezzo stampa dell’Assessore regionale all’Ambiente Diego Tommasi, portavoce nazionale dei Verdi, a prevedere l’applicazione della procedura di VIA a livello regionale per il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione dei parchi eolici che insistono sul territorio calabrese.

Fare Verde Cosenza chiede al Ministro Pecoraro Scanio di estendere la tutela anche alle zone SIC e di prevedere la VIA per tutti gli impianti eolici industriali escludendo solo gli impianti microeolico; al contempo di effettuare un censimento di tutti gli impianti autorizzati ed in via autorizzativa al fine di valutarne la rispondenza alla VIA ed alle peculiarità del territorio su cui insistono ed a prevedere maggiori incentivi, in particolar modo per le Regioni del Sud Italia, per l’installazione di impianti che sfruttino l’energia infinita proveniente dal sole anche attraverso un aumento delle quote per il “Conto Energia”.

Fare Verde Cosenza ribadisce ancora una volta con forza il proprio sostegno alle fonti energetiche rinnovabili ma rimarca come queste debbano essere pienamente compatibili con le peculiarità del territorio e che debbano essere frutto di una concertazione tra Amministrazioni, Cittadini ed Associazioni.

 

 



Parco eolico Gamesa

L'enorme impatto paesaggistico.

Parco eolico di Tarsia

Il marchio GAMESA ben evidente sui rotori del parco eolico di Tarsia (CS) e di Terranova (CS)

Eolico Gamesa Tarsia
Un paesaggio di dolci colline, distrutto da orribili pale eoliche
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